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I ragazzi del centro diurno di Lanciano tra i finalisti del concorso internazionale “Storie di Mondi Possibili” ( http://ita.powos.org) promosso dall’ Università Popolare di Roma and UPMS - Università Popolare dei Movimenti Sociali con il sostegno dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, del Comune di Roma, Ufficio Relazioni Internazionali, Municipio Roma XI, e Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro. Un progetto-laboratorio per il racconto delle esperienze di lotta e cambiamento sociale che prevede la realizzazione di elaborati quali ricerche e racconti (testo, videonarrazione, fotonarrazione, audionarrazione), su diritti umani, difesa della diversità, educazione, intercultura, partecipazione, democrazia. La prima edizione del premio "Storie di Mondi possibili", inaugurato nel 2007, ha visto l'arrivo di storie da diversi Paesi: Argentina, Bangladesh, Brasile, Burkina Faso, Colombia, Guatemala, India, Italia, Kenia, Niger, Perù, San Salvador, Uruguay, Israele, Palestina, Congo, Costa D'Avorio, Costa Rica, Germania, Iran, Pakistan, Paraguay, Zaire, Danimarca, Timor, Canada. Anche quest’anno è alto il numero dei paesi partecipanti ognuno dei quali con una propria sezione. In quella italiana gli elaborati finalisti sono stati sette e tra questi il lavoro degli ospiti del centro diurno di Lanciano, protagonisti del libro “Storie di Lavoro”, documentario promosso dal Centro Diurno Psichiatria della Asl e il Centro Servizi Volontariato Chieti che racconta le fasi del progetto “Lavor-azioni”, promosso nel 2007 dal Comune di Lanciano e finanziato dalla regione Abruzzo, che ha permesso agli ospiti del centro diurno di beneficiare di borse lavoro ed essere “avviati” alla professione di parrucchiere, cuoco, giardiniere, usciere, bibliotecaria, tipografo, ebanista. “Frutto di due laboratori autobiografici realizzati con i pazienti e gli operatori del Centro Diurno di Psichiatria di Lanciano, condotti da Roberta De Thomasis, esperta in formazione autobiografica e delle scritture relazioni di cura, “Storie di lavoro” - spiega la motivazione del premio - è una riflessione sull’esperienza delle borse lavoro dei pazienti, e dei pareri dei loro familiari e tutor. Testimonianze di grande immediatezza che rilevano sullo sfondo un pensiero che va oltre il semplice racconto dell’esperienza, perché l’autobiografia apre all’ascolto di se, restituisce il senso del proprio vissuto e apre alla prospettiva del cambiamento. La narrazione di sé riveste di dignità ogni esistenza, le da valore. “Storie di lavoro” vuole offrire una testimonianza a chi è aperto a considerare l’esperienza degli altri un seme generatore di nuovi pensieri e comportamenti”. Il volume che sarà ora presentato al pubblico, in un incontro tra aprile e maggio cui parteciperanno i ragazzi del centro diurno di Lanciano, il centro di servizi per il volontariato di Chieti e i rappresentanti dell’Università Popolare di Roma, oltre a numerose foto, raccoglie le testimonianze di genitori, operatori sociali e quelle dei ragazzi ospitati nel centro diurno; tra queste anche l’esperienza di Florideo Sperandii che ha prestato servizio alla croce gialla di Lanciano: “Prima - scrive - mi consideravo pazzo e per questo pensavo di non riuscire a lavorare. Invece ce l’ho fatta. Oggi sono autonomo e mi sento rispettato. Da quando ho cominciato a lavorare la mia autostima è aumentata. Con il denaro guadagnato ho potuto acquistare dei libri, una chitarra, mi sono rifatto il guardaroba e il frigo è finalmente pieno”. |